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I sapori fiorentini a Trapani

Mentre qualcuno degustava vini sulle colline senesi, altri spacciavano lampredotto in Sicilia.
Ma lavorare in Florence Restaurants???? Ma proprio mai????

Il nostro amico Luca Cai dell'osteria tripperia Il Magazzino da anni partecipa alla manifestazione del cibo da strada a Trapani, e quest'anno siamo andati a dare una mano anche noi di Florence Restaurants... o meglio ci è andato lo chef manager Gennaro Napolitano!!!



A quanto pare i sapori fiorentini garbano a molti!!!


Visto che però mica si può sempre stare a faticare.... ci godiamo anche un po' di bella Sicilia!


Ringraziamo Angela Fronti per le foto

E' un lavoro duro ma qualcuno deve pur farlo....


Che si deve fare? Se Frescobaldi chiama Florence Restaurants risponde!!!
Ieri visita alla Tenuta Castelgiocondo e Luce di Marchesi dè Frescobaldi

L'ingresso alla Cantina Luce della Vite

La cantina storica Luce della Vite


Tutto è pronto per l'aperitivo... si inizia con un Brut Millesimato Marchesi dè Frescobaldi


Un'ochiata al castello...


... e una al panorama


Siamo ancora abbastanza sobri per seguire le spiegazioni del sig. Ascani,
nostra guida in questo viaggio al centro del paradiso


Brindiamo ai Marchesi dè Frescobaldi, il tasso alcolico è ancora sotto controllo


Si pranzaaaaaa!
... e si degusta: Lucente 2008, Brunello di Montalcino Castelgiocondo 2006, Luce 2008, Lamaione 2007, siamo estasiati...


E chi se ne vuole più andare da qui????


Grazie, Roberto Ascani, e grazie ai Marchesi dè Frescobaldi, per una splendida giornata!

Alla ricerca del tempo perduto - Marcel Proust

In una giornata d'inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un pò di tè. Rifiutai dapprima e poi, non so perché, mutai d'avviso. Ella mandò a prendere una di quelle focacce pienotte e corte chiamate "maddalenine", che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione di un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di "maddalena".

Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di focaccia toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario.

Un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M'aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità inoffensive, la sua brevità illusoria, nel modo stesso che agisce l'amore, colmandomi d'un'essenza preziosa: o meglio quest'essenza non era in me, era me stesso.

Avevo cessato di considerarmi mediocre, contingente, mortale. Donde m'era potuta venire quella gioia violenta?

Sentivo ch'era legata al sapore del tè e della focaccia, ma lo sorpassava incommensurabilmente, non doveva essere della stessa natura.

Donde veniva? Che significava? Dove afferrarla? Bevo un secondo sorso in cui non trovo nulla di più che nel primo, un terzo dal quale ricevo meno che dal secondo.E' tempo che io mi fermi, la virtù della bevanda sembra diminuire.

E' chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me.

La finestra di fronte - Ferzan Ozpetek (2003)

Chocolat - Lasse Hallström (2000)

Come l'acqua per il cioccolato - Alfonso Arau (1991)

Tatuaggio - Manuel Vazquez Montalban


In realtà nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia.

Gli arancini di Montalbano - Andrea Camilleri

Gesù, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che sicuramente gli era trasùto nel Dna, nel patrimonio genetico. Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanisa (senza zaffirano, Pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini ‘na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, Pi carità di Dio!). Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d'una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d'ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s'infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d'oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano!

Al sangue - Anthony Bourdain

In cucina non è possibile mentire. e non c'è neanche Dio. Non potrebbe comunque aiutarvi. Una omelette o la sai fare o non la sai fare. Tagliare una cipolla, usare un tegame, tenere il passo con gli altri cuochi, rifare in continuazione, alla perfezione, i piatti che devono essere fatti, sono tutte cose che o sai fare o non sai fare. Nessuna credenziale, nessuna cazzata, nessuna bella frase o nessuna supplica cambierà le cose. La cucina è l'ultimo baluardo della meritocrazia, un mondo di assoluti.

The Kitchen - Nicolas Freeling




...Era un maestro della scorciatoia, della scappatoia facile, il Sistema D, dove D sta per se débrouiller o se démerder, districarsi... e sapeva esattamente come tenersi alla larga dai guai. Era un cuoco molto abile, e anche un pessimo cuoco.

Down and out in Paris and London - George Orwell

It is an instructive sight to see a waiter going into a hotel dining-room. As he passes the door a sudden change comes over him. The set of his shoulders alters; all the dirt and hurry and irritation have dropped off in an instant. He glides over the carpet, with a solemn priest-like air. I remember our assistant MAITRE D’HOTEL, a fiery Italian, pausing at the dining-room door to address an apprentice who had broken a bottle of wine. Shaking his fist above his head he yelled (luckily the door was more or less soundproof):

‘TU ME FAIS— Do you call yourself a waiter, you young bastard? You a waiter! You’re not fit to scrub floors in the brothel your mother came from. MAQUEREAU!’
Words failing him, he turned to the door; and as he opened it he delivered a final insult in the same manner as Squire Western in TOM JONES.

Then he entered the dining-room and sailed across it dish in hand, graceful as a swan. Ten seconds later he was bowing reverently to a customer. And you could not help thinking, as you saw him bow and smile, with that benign smile of the trained waiter, that the customer was put to shame by having such an aristocrat to serve him.

Involtino di branzino con salsa di patate allo zafferano, verdure di stagione, cozze e vongole


di Gennaro Napolitano
Ingredienti per 10 porzioni
20 filetti di branzino
100g panura alle erbe
300g patate
10g zafferano
1kg cozze
1kg vongole
200g carote
200g zucchine
Erba cipollina
Olio sale pepe
Procedimento:
All'interno dei filetti di branzino distribuire la panura alle erbe, quindi creare dei rotolini, legare con lo spago.
In una padella fare aprire le cozze e le vongole.
Pelare, tagliare e bollire le patate, quando sono ancora calde ricavare un purè aggiungendo l’acqua delle cozze e vongole, e lo zafferano, aggiustare con olio se necessario.
Tagliare le verdure a julienne e saltarle pochi minuti in padella con olio, le verdure devono rimanere croccanti.
In una teglia disporre un foglio di carta da forno e cuocere i rotolini di branzino in forno con un filo d’olio.
Servizio:
Aggiungere poca erba cipollina alla purea di patate e versarne un mestolo sul piatto. Adagiare il branzino sulla purea, diporre le verdure scottate sopra il branzino e le cozze e vongole intorno.

Gnudi alla Fiorentina con salsa di pomodoro al basilico



di Gennaro Napolitano
Ingredienti per 12 porzioni
1kg spinaci lessati e strizzati e tritati
1kg di ricotta fresca
200g farina
100g parmigiano grattugiato
10g sale
1kg pomodori pelati
5 spicchi aglio
1 carota
20 foglie di basilico
100g olio

Procedimento:
Per gli gnudi:
Mischiare gli spinaci alla ricotta, aggiungere la farina, il parmigiano ed il sale. Formare con le mani delle sfere di circa 2cm di diametro aiutandosi con poca farina in modo che l’impasto non rimanga attaccato alle mani.
Per la salsa pomodoro:
Soffriggere l’aglio sbucciato nell’olio, mentre soffrigge l’aglio, frullare i pomodori con un mixer ad immersione e filtrarli in modo da eliminare i semi. Aggiungere la passata nell’olio caldo.
Aggiungere una carota pulita per eliminare l’acidità del pomodoro, aggiustare di sale e a fine cottura aggiungere il basilico.


Servizio:
Lessare gli gnudi in acqua bollente salata per circa 8-10 minuti. Condire con la salsa di pomodoro ben calda.

Menu a risparmio energetico

Un menu quasi senza cotture,
in occasione della giornata del risparmio energetico M'illumino di meno

Da Florence Restaurants
Carpaccio d'ananas con baccalà marinato alle spezie - Ricetta


Da Florence Restaurants
Zuppetta fredda di lattuga con tuberi e radici - Ricetta


Da Florence Restaurants
Spaghetti con tartara di branzino, gamberi ed erba cipollina - Ricetta


Da Florence Restaurants
Manzo Marinato alle spezie ed erbe con verdure croccanti e salsa di rape rosse - Ricetta